Casale al torneo di scacchi più grande del mondo!

Dal 17 al 21 Aprile tutti i riflettori erano puntati su Karlsruhe, cittadina tedesca che ha visto l’arrivo di 3.000 scacchisti da tutto il mondo per il Grenke Chess Open. Questo torneo ormai da diversi anni riunisce tutti i giocatori più forti al mondo (nomi illustri come Magnus Carlsen, Fabiano Caruana, Levon Aronian…), ma anche giocatori alle loro prime esperienze in una competizione scacchistica. A rappresentare il nostro circolo Luca Marzatico, che insieme agli amici Gianfranco Dragoni della Wasken Boys di Lodi e Mauro Tirelli e Giuseppe Tencati dello Scacchi Club Piacenza, ha deciso di affrontare questa avventura.

Partenza in macchina alle 7.30 del mattino, tappa a Casale e Milano per riunire il gruppo e il viaggio ha inizio (sotto la pioggia). Arrivati in Svizzera il tempo migliora e anche i paesaggi, grazie alle numerose cascate che costeggiano le strade elvetiche. Dopo la pausa pranzo e un transito imprevisto per il centro di Zurigo, il gruppo raggiunge finalmente la Germania attorno alle 15. Da quel momento tutto dritto, in direzione nord, costeggiando la Foresta Nera lungo il confine con la Francia, fino all’arrivo alle 17 a Karlsruhe.

Letteralmente “riposo di Karl”, Karlsruhe è una città di 300.000 abitanti la cui origine si attribuisce a un nobile tedesco di nome Karl che, mentre attraversava la Foresta Nera, decise di accamparsi e durante la notte sognò una città che si sviluppa radialmente rispetto al centro, come i raggi del sole.

A differenza di Karl, non è il momento di riposare perchè è previsto per le 18.30 il primo turno di gioco. La sede del torneo è il Kongresszentrum, che comprende una sala principale con 300-400 scacchiere e un palco per i top player, affiancata da una sala secondaria, più ampia, con le restanti scacchiere, dotata di vetrate che danno sullo zoo confinante (è stata un’esperienza particolare calcolare decine di varianti mentre gli emu si abbeveravano e gli alpaca si rincorrevano).

La grande novità di quest’anno è che all’open classico (diviso in fascia A, B e C) si è svolto in parallelo l’open Freestyle, la variante di scacchi di cui tutti parlano, in cui i pezzi nella posizione di partenza sono disposti in modo casuale. Giuseppe decide di cimentarsi in questa nuova modalità, imitando la maggior parte dei top player e provando a capirci qualcosa sin dalla prima mossa, mentre Luca, Mauro e Gianfranco peccano di codardia e rimangono nella comfort zone degli scacchi classici.

A seguito della cerimonia di apertura vengono pubblicati gli accoppiamenti del primo turno, e già trovare la propria scacchiera è una vera sfida, visto l’afflusso di gente, tra giocatori, accompagnatori, fan che chiedono selfie e autografi…

Il torneo comincia alla grande per Luca, che riesce a vincere contro un giocatore armeno più quotato (2299 FIDE). Vittorie secondo pronostico per Mauro e Gianfranco, mentre Giuseppe si deve arrendere contro un Maestro Internazionale.

Nei 4 giorni successivi erano previsti 8 turni di gioco: uno al mattino alle 10.00 e uno al pomeriggio alle 16. Al mattino, nel tragitto verso la colazione, era consueto imbattersi in un certo Vladimir Kramnik, seduto da solo, al freddo, ai tavolini di un bar, intento a svolgere una delle sue “procedure” al telefono. I nostri eroi, sia al bar per un cappuccino e una fetta di torta, sia in panetteria per una colazione salata, sono riusciti a mandare in tilt l’eccellente efficienza tedesca.

Tra il turno del mattino e quello del pomeriggio c’era giusto il tempo per pranzare con un hamburger (impossibile trovare qualcosa di diverso), mentre la sera era l’occasione giusta per provare diversi locali (cucina turca, indiana, vietnamita…) e per visitare un po’ la città, in particolare l’immenso castello da cui si estendono tutte le strade.

Al termine dei 9 turni di gioco, Luca ha concluso al 509° posto con 4/9 e con un guadagno di 12 punti elo. Nel frattempo Magnus Carlsen scrive la storia vincento il torneo con 9/9 e con la performance più alta mai registrata, dimostrando per l’ennesima volta di essere una spanna sopra a tutti gli altri. Giocare contro avversari provenienti da tutto il mondo e in una sala piena di giocatori fortissimi e di fama mondiale fa un certo effetto ed è sicuramente un’esperienza stimolante e formativa. Da ripetere l’anno prossimo!